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Published on ottobre 9th, 2017 | by admin

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Bocuse d’Or 2017

Bocuse d’Or: ad Alba si sceglie lo chef che rappresenterà l’Italia ai “campionati europei” della cucina

Intervista a Enrico Crippa, presidente della giuria: a contendersi il posto Griffa, Raciti, Ruggieri e Zulian

Domenica ad Alba, la finale italiana. Poi l’11 e il 12 giugno 2018 a Torino, quella europea che vedrà la partecipazione di cuochi di 24 nazioni diverse. Infine a gennaio 2019 la finale mondiale a Lione. Sono le tappe del Bocuse d’Or, il campionato mondiale dei cuochi dedicato al grande chef francese, Paul Bocuse, da cinquant’anni tre stelle Michelin. Enrico Crippa lo chef a sua volta “tre stelle” nel ristorante Piazza Duomo di Alba, domenica sarà il presidente della giuria che dovrà decidere quale dei quattro candidati italiani parteciperà alla finale di Torino. E poi presiederà l’Accademia che preparerà il vincitore per la finale torinese.

Crippa è tutto pronto?
«Per Alba sì. In piazza Duomo è pronta la tensostruttura che ospiterà il concorso, con gli spazi dedicati ai concorrenti, alla giuria, agli sponsor che sono tanti questa volta».

E per Torino?

«Fortunamente abbiamo qualche mese in più per prepararci perchè sarà una sfida complicata. Però con l’Accademia Bocuse d’Or, questa volta abbiamo creato un team affiatato che darà grandi risultati».

Quattro candidati, qualche favorito?

«Il livello quest’anno è quello giusto. Tutti e quattro: Griffa, Raciti, Ruggieri e Zulian, hanno ottime chance».

In cosa consiste la gara?
«I concorrenti in 5 ore e 35 minuti devono realizzare piatti complessi secondo una schema uguale per tutti. E presentati in modo scenografico su un grande vassoio alla giuria».

Chi giudicherà con lei?
«Una giuria pazzesca: ci saranno 30 cuochi e cuoche stellati, di ogni regione d’Italia perchè vogliamo far conoscere ovunque il Bocuse».

La cucina italiana oggi è tra le prime del mondo, come mai fallisce in questi concorsi?
«Perchè al Bocuse non puoi improvvisare. Devi essere una macchina di precisione: ci vuole allenamento, ripetizione ossessiva per arrivare alla perfezione nei gesti e nei tempi di preparazione di una salsa, di una mousse. Questo non è proprio da italiani, più emotivi e improvvisatori. Non a caso vincono spesso gli scandinavi. Ma se ci mettiamo d’impegno ce la facciamo perché abbiamo palato, gusto, grande biodiversità».

A Torino sarà difficile?
«È il passaggio chiave: solo i primi 12 classificati tra i vari team europei otterranno il pass per Lione. Per questo è importante che la squadra italiana si prepari al meglio. Chi vincerà domenica sarà poi ospitato ad Alba dove potrà allenarsi con il nostro supporto fino a giugno».

Quanto è importante per una paese ospitare questa competizione?
«Per la finale europea arriveranno cuochi, con i loro team giornalisti e “tifosi” di 24 Paesi. Visiteranno Torino e il Piemonte, si confronteranno cone le materie prime italiane, conosceranno i nostri panettieri, pasticceri, vignaioli. La pasta, i formaggi. Si cucinerà con prodotti locali. Il ritorno turistico sarà molto importante».

Lei avrebbe vinto il Bocuse?
«Ho fatto concorsi di cucina simili in Francia e li ho vinti. Mi appassionava. Adesso con l’Accademia voglio portare l’Italia almeno sul podio».

di MARCO TRABUCCO
(http://www.repubblica.it/sapori/2017/09/28/news)


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