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Published on agosto 1st, 2015 | by Guendalina Galdi

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‘Nutrire l’Impero’, la dott.ssa Rossini: “Un affresco storico sulla prima globalizzazione del nostro mondo”

Intervista esclusiva di Radio Italian Chef Academy alla dottoressa Orietta Rossini, direttrice del Museo dell’Ara Pacis e co-curatrice della mostra ‘Nutrire l’Impero. Storie di alimentazione da Roma e Pompei.

Cos’è la mostra ‘Nutrire l’Impero’, in cosa consiste?
Ci siamo posti il problema di capire e spiegare quali erano i mezzi attraverso i quali l’organizzazione amministrativa riusciva a portare a Roma nutrimento, grano, olio, vino e altri generi di prima necessità per un milione di persone, in un mondo che ne contava 50/60 milioni. I numeri dell’Impero erano questi. Se pensiamo che non c’erano i mezzi di trasporto attuali, le comunicazioni erano molto più lunghe e difficili, i trasporti via terra erano costosissimi, da questo capiamo che la domanda che ci siamo posti non è così banale. Parliamo di una metropoli immensa che doveva essere approvvigionata; si chiamava Annona questo meccanismo di approvvigionamento di Roma. Abbiamo in mostra la risposta mettendo, attraverso strumenti virtuali e ricostruendo le rotte (perchè il tutto avveniva principalmente via mare, il Mediterraneo era un’autostrada), in mostra anche come queste merci erano stivate nelle grandi navi romane. I nostri modelli virtuali ad alta risoluzione si basano su relitti reali: vediamo come queste merci venivano stivate a tonnellate di grano, di vino. I romani consumavano una quantità di vino stupefacente. Era un integratore alimentare notevole, un gran rifornitore di calorie: sia uomini che donne ne consumavano, è stato calcolato, 1 milioni e 600mila ettolitri l’anno.

E’ stata la prima globalizzazione del nostro mondo.
Senz’altro. Nel momento in cui tutto il Mediterraneo diventa provincia romana, queste ultime conoscono anche una specializzazione nel rifornimento. L’Africa diventa una terra specializzata nella produzione del grano che si mangiava a Roma quotidianamente e che veniva trasformato in pane proveniva da quelle che oggi sono le coste del Maghreb. Principalmente partiva da Cartagine perchè era la rotta principale e più breve, ci volevano 3 giorni per il trasporto. Altro grano veniva anche dal resto dell’Africa; prima ancora veniva dall’Egitto, quando Cesare e poi Ottaviano finirono di conquistare l’Egitto che divenne un grande rifornitore. E tutto questo avveniva via mare. Si ha una globalizzazione anche dell’olio. Inizialmente, nel I secolo, veniva dalla Spagna, poi anche l’Africa diventa una grande rifornitrice di olio. Il vino veniva da più parti, i più raffinati erano i vini greci, quelli di Chio, di Lesbo. Ma soprattutto quelli italiani: i ricchi consumavano prodotti italiani. C’era una globalizzazione del consumo di massa e rimanevano dei prodotti di eccellenza che finivano sulle tavole dei ricchi, che erano per lo più italiani.

C’era l’attenzione all’eccellenza ma solo i ricchi potevano permettersela.
E questo avviene ancora oggi, direi.

La mostra è collegata ad Expo 2015, è stata ideata per questa occasione.
Vuole dare un approfondimento, una prospettiva storica. Expo tratta di nutrire il pianeta e si pone il problema di un mondo oggi totalmente globalizzato e di consumi largamente di massa.

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dall’Assessorato a Roma produttiva e Città Metropolitana e da EXPO con la cura scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e della Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia.
Sì, anche di Pompei. Questo vorrei sottolinearlo perchè Pompei, e la Soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia, è stata molto generosa nei suoi prestiti: abbiamo dei servizi d’argento, dei vetri bellissimi, delle casseforti uniche al mondo. Veramente fanno di questa mostra non solo un viaggio nel tempo ma anche un piacere per gli occhi.

La mostra sarà aperta fino al 15 novembre.
Conviene venire adesso per evitare la calca autunnale delle scuole, adesso si gode molto meglio.

 

 

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